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Albania, una scoperta

“Come mai avete scelto proprio l’Albania come meta delle vostre vacanze?” chiede in inglese la dolce Krisoula, mentre sorseggiamo assieme un delizioso caffè espresso di benvenuto sotto il pergolato di casa sua, fra le montagne di Qeparo.

Rimango un po’ spiazzata e penso un attimo, osservando il mio compagno, per non dare una risposta troppo scontata, anche se per alcuni aspetti forse ovvia: si spende poco, è più economica rispetto all’Italia, con cinque euro mangi un piatto di gamberi alla griglia e con altrettanti un’orata fresca.

Poi commento decisa.
Siamo entrambi amanti dell’avventura e dei luoghi poco frequentati e tutti da scoprire ma mai avrei pensato che l’Albania, così geograficamente vicina all’Italia ma quasi dimenticata e sovrastata negli ideali comuni dalla vicina Grecia, potesse rivelarsi nella sua bellezza unica. Bellezza non solo dei luoghi, montagne, laghi, mare, borghi antichi, monasteri sperduti, fortezze ottomane piuttosto che elleniche o romane. Bellezza piuttosto del cuore della gente che la abita, aspetto a cui i pregiudizi che hanno sopravvento su noi occidentali non danno spesso il minimo credito.

La gente ti saluta sorridendo. Se ti sente parlare italiano e conosce la tua lingua è ben entusiasta di fare due chiacchiere. C’è chi ha parenti in Italia e ti racconta del difficile periodo in cui noi “li abbiamo aiutati”. C’è chi ti indica la strada giusta quando dici di esserti perso, o addirittura ti accompagna sul posto. Chi ti rimpinza fiera di prodotti tipici. Chi fa tutto perché il suo Paese sia di tuo gradimento e tu ti senta a casa. Sì, perché molto spesso mi sono sentita a casa.

Questo ho risposto a Krisoula. Lei ha ricambiato con un sorriso.

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Ritrovamento in spiaggia, Himare

Consigli pratici

Siti web utilizzati

Il nostro viaggio è durato 13 giorni.

Abbiamo deciso di organizzarci con un certo anticipo realizzando un itinerario a più tappe con l’aiuto di alcuni siti web, l’immancabile Google Maps e la fedele guida Lonely Planet (quella dell’Albania è stata pubblicata giusto due mesi prima che partissimo).

Per quanto riguarda la prenotazione degli alloggi abbiamo ricorso a Booking.com, affidabile e preciso, scegliendo strutture pulite, spaziose e gestite da host super disponibili ed accoglienti.

A seconda del tipo di vacanza che volete trascorrere, consigliamo di prenotare con anticipo i vari alloggi, anche se, essendo l’Albania ancora poco gettonata come meta estiva, non dovreste aver problemi nel trovare strutture libere.

Se invece siete dei veri avventurieri, sta a voi decidere di vivere alla giornata e “bussare alla porta” dei B&B di giorno in giorno: l’accoglienza non mancherà!

Informazioni sulla moneta

L’Albania non fa ancora parte dell’Unione Europea anche se vedrete sventolare ovunque stelline gialle su sfondo blu! Per questo ricordo che esiste una moneta locale, il Lek, di valuta molto più bassa rispetto all’Euro che è comunque accettato dappertutto: sta a voi la scelta su quale moneta utilizzare.
Esistono molti centri di cambio, caldamente consigliati rispetto alle banche nelle quali paghereste parecchie commissioni.

Documenti necessari

Non ovunque sono accettati pagamenti con carta di credito; viaggiate sempre con un gruzzoletto di Euro o Lek in tasca!

Per accedere alla frontiera sono sufficienti passaporto o in alternativa carta d’identità valida per l’espatrio.

Telefonia e roaming

Purtroppo in Albania non è possibile usufruire del roaming gratuito, ma non disperate. Appena arrivati a destinazione troverete numerosi centri di telefonia pronti a fornirvi schedine sim a prezzi convenienti. In aeroporto abbiamo scelto di acquistare una schedina Vodafone al prezzo di circa 12 euro per utilizzare soprattutto Google Maps durante gli spostamenti. In due settimane non abbiamo avuto problemi. Per il resto tranquilli: il wifi dei luoghi pubblici e degli alloggi fa la sua parte!

Noleggio auto

Altro consiglio che sento di dare è quello di noleggiare un’auto come abbiamo scelto di fare noi, piuttosto che viaggiare con la propria e rischiare di sfasciarla: le strade non sono particolarmente sicure a causa di asfalto dissestato, buche, sterrati e dossi non segnalati.
In ogni caso guidate con prudenza! Non mancheranno incontri con mucche, capre, pecore tra una curva e l’altra, vecchietti in motorino senza casco che tagliano la strada!

Varie

Utile per riposare come si deve, se soffrite la luce in camera la mattina presto, è una mascherina da notte da posare sugli occhi. Nessun alloggio da noi scelto era provvisto di persiane, tapparelle o banalmente tende oscuranti.

Molte spiagge sul litorale hanno fondale ciottoloso o con scogli: portate con voi scarpette apposite per evitare spiacevoli incontri con ricci marini!

Non resta adesso che provare a lasciare per iscritto il ricordo che ho di queste due settimane d’avventura.

Buona lettura!

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Noi

Prima tappa: Scutari

Il nostro arrivo

Decolliamo da Bologna nel primo pomeriggio ed atterriamo a Tirana dopo circa un’ora e un quarto.

Ci accolgono cielo blu, vento secco e tante palme.

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L’entusiasmo è alle stelle: dopo aver cambiato qualche soldo ed acquistato la schedina sim, riceviamo le chiavi del nostro bolide a quattro ruote e partiamo alla volta della prima tappa, dirigendoci verso Nord. Ci avviciniamo alla città di Scutari dopo circa due ore e subito si intravvede il suo castello a dominarla su di un’altura.

Avanziamo verso il centro lungo l’arteria principale, immergendoci nel traffico: smog, biciclette che ci sfrecciano davanti, un signore che vende galline sulla destra, un altro che arrostisce pannocchie a sinistra. I bar sono innumerevoli: tanti uomini seduti che sorseggiano Raki, la tipica grappa albanese, da piccoli bicchierini. Benzinai, autolavaggi ovunque. Confusione e clacson strombazzanti.
Arriviamo finalmente all’alloggio e siamo calorosamente accolti alla reception. Appoggiamo i bagagli in camera e ci lanciamo nelle vie del centro città che è ormai ora di cena.

I vialetti alberati di Scutari (Shkodra in lingua albanese) con i suoi dehors uno a fianco all’altro mi ricordano per certi versi Parigi: tanti giovani seduti chiacchierano e spizzicano l’aperitivo.

Allo scoccare dell’ora da una parte suonano le campane della chiesa, dall’altra il canto del muezzin invita alla preghiera nella moschea: un connubio di suoni, odori, voci, colori. Questo mi ricordo della prima sera.

Affamati iniziamo a dare un’occhiata sul web: il ristorante Elita ci ispira subito. La giornata si conclude consumando succulenti piatti tipici!

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Scutari: qualcosa su di lei

Scutari è definita l’indiscussa capitale della cultura albanese, dall’aspetto molto europeo e occidentale. Influenzata da circa 400 anni di dominazione turca che ne lascia i segni, è abbracciata dai letti dei fiumi Drin e Buna che sfociano nel lago di Scutari. L’immensa e piatta distesa di acqua segna il confine con il Montenegro. Consiglio vivamente di fare una passeggiata lungo le sue rive immergendosi nella natura e allontanandosi dal centro movimentato.

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Lago di Scutari in lontananza
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Scutari vista dal Castello di Rozafa

Come accennato poco fa, il monumento più importante a Scutari è il castello di Rozafa, nonché una delle maggiori attrazioni storiche e turistiche albanesi. Giunti al castello e attraversando le sue mura (il biglietto viene 200 lek, poco meno di due euro!) potrete ammirare lo spazio circostante, dal mare fino al grande lago e alla confluenza dei due fiumi.

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Castello di Rozafa

Fuori città, facilmente raggiungibile in auto, il Ponte di Mezzo o Ponte di Mes (Ura e Mesit) è da non perdere. E’ infatti uno dei ponti ottomani più conservati dei Balcani. L’immensità delle sue 13 campate che scavalcano il fiume Kir  e alte montagne poco lontane vi faranno sentire piccolissimi.

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Ponte di Mezzo, Scutari
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Una piccola me sul Ponte di Mezzo, Scutari

Dove alloggiare e mangiare a Scutari

  • ALLOGGIO
    Hotel Kaduku
  • RISTORANTI
    Bar Restorant Elita
    L’atmosfera intima e sobria di questo ristorante vi accoglierà facendovi sentire a casa. Il personale è gentilissimo e disponibile a descrivere le pietanze anche in discreto italiano. Consiglio vivamente di assaggiare i Dolmas, tipico piatto mediterraneo: piccoli involtini di foglie di vite ripieni di riso, carne trita, menta e altre spezie. Ciliegina sulla torta è lo yogurt cotto: provare per credere!
    Tradita Geg e Tosk
    In ambiente tipico che vi accoglie in una loggia interna piena di gatti miagolanti, si preparano pietanze tradizionali del Nord del Paese.
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Carne, pomodori e formaggio in paiolo, una delizia!

Seconda tappa: Croia

Il nostro cammino continua verso Croia (Kruja in albanese), culla della resistenza cristiana agli ottomani in epoca medievale.

Dominato dal castello che ospita la maggior parte delle attrazioni storiche, artistiche e culturali, il grazioso e antico bazar si estende per diversi metri con le sue botteghe una vicina all’altra fino a formare una lisca di pesce se osservate dall’alto.

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Antico bazar, Croia

Fra i numerosi souvenir prodotti in serie potrete ancora trovare qualche bottega in cui fare acquisti curiosi: corni di capra, pipe, flauti tradizionali e cimeli di antiquariato. Entrate nella bottega Antika. Il proprietario vi farà fare un tuffo nella storia del Paese, raccontandovi tanti aneddoti e mostrandovi oggetti curiosi.

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Bottega di antiquariato, Croia

Caratteristica dei borghi albanesi è quella di ospitare i cosiddetti musei etnografici. Quello di Croia si trova appunto all’interno delle mura del castello: una casa tradizionale turca un tempo di proprietà della famiglia Toptani mostra una bellissima collezione di oggetti di uso comune, vestiti ed arredi tradizionali.

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Casa Toptani, Croia

Dove alloggiare a Croia

L’hotel Emiliano è sicuramente stato il pezzo forte della nostra sosta.
L’alloggio sorge all’interno della rocca del castello. Emiliano e il suo staff vi sapranno accogliere come foste di famiglia, servendovi una lauta cena alla luce del tramonto sulla valle e il mare Adriatico.

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Cena al tramonto, castello di Croia

Terza tappa: Permet

Uno degli aspetti più affascinanti dell’Albania è il susseguirsi di diversi contesti naturali. Un attimo prima si percorre uno sterrato lungo la riva del mare, qualche chilometro più in là ci si addentra fra crepacci di montagne alte mille metri, attrraversando fiumi e ruscelli. Così è stato il viaggio nell’entroterra verso Permet, durato circa tre ore.

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In viaggio verso Permet

La città non è particolarmente attraente da un punto di vista culturale né storico; è stata infatti distrutta più volte dalle truppe nazifasciste e vi si è insediato il primo governo albanese autonomo.

Permet merita una sosta per un motivo ben preciso: è il capoluogo naturalistico dell’Albania assieme alla valle di Theth più a Nord, difficilmente raggiungibile se non si è ben attrezzati e allenati! Il villaggio ospita, a pochi chilometri di distanza, le più famose terme naturali albanesi. Là dove il fiume Lengarice esce dalle gole che si trovano più verso la montagna, spicca questo antico ponte ottomano a tre arcate sotto cui potrete rilassarvi facendo il bagno in calde acque sulfuree.
Consiglio vivamente di visitare le terme naturali la mattina presto per evitare la folla.

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Piscina naturale sotto il ponte ottomano
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Terme naturali, Permet

Dopo il bagno rilassante ricordatevi di sgranocchiare una buona pannocchia arrostita!

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Gliko alle noci

Prima di lasciare Permet non dimenticatevi di acquistare un barattolo di Gliko, prodotto tipico dello slow food locale: si tratta di una confettura di frutta caramellata (fichi, noci, prugne, albicocche). Spalmata sul pane la mattina a colazione è una goduria!

Dove mangiare e alloggiare a Permet

Alla Ilir Guest House, Ilir e sua moglie vi accoglieranno in casa loro calorosamente, tra colazioni luculliane e tante chiacchiere col signore che parla un perfetto italiano.
Non posso consigliare locali o ristoranti siccome la cena consumata a Permet non è stata abbastanza soddisfacente per le nostre pancette affamate!

Quarta tappa: Argirocastro e Blue Eye

Argirocastro

In Albania i borghi storici ben conservati sono veramente pochi. Argirocastro (Gjirokaster in albanese) è perciò una perla rara.

Patrimonio Unesco, il villaggio si sviluppa arroccato su un’altura. E’ caratterizzato da tante case-torri dai tetti grigi che quando piove luccicano come l’argento. Da qui il nome Argirocastro: Argyrokastron in greco significa “castello d’argento”.

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I tetti d’argento, Argirocastro

Purtroppo la nostra visita è capitata durante i lavori di rifacimento della pavimentazione dei tre viali principali che conducono al al castello sovrastante la vallata.

I colori dei prodotti di artigianato esposti fuori dalle botteghe, i turisti seduti ai tavolini dei locali all’ombra dei tendoni, il rombare del martello pneumatico ed il vociare degli operai al lavoro donano ai vialetti un’atmosfera vivace.

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Botteghe, Argirocastro
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Argirocastro, centro storico

Dopo una lunga passeggiata in salita giungiamo all’entrata del castello.
E’ molto grande, comprende una moltitudine di ambienti all’aperto e all’interno delle spesse mura.
La vista che si gode da lassù è mozzafiato!

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Mura del castello, Argirocastro
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Vista dal castello, Argirocastro

Ad Argirocastro abbiamo scelto Odaja per pranzare. Al primo piano di una delle casette del viale principale vi accoglierà il cinguettio di un canarino giallo nella sua gabbietta. La varietà del menu include piatti di influenza greca e turca tutti da gustare.

Blue Eye

Ad Argirocastro non alloggiamo. Da qui ci dirigiamo verso il Blue Eye, fra le principali attrazioni turistiche di tutto il Paese. Una sorgente carsica naturale genera una piscina dalle acque di un blu intenso, tendente all’azzurro, più chiaro in corrispondenza dei punti meno profondi. Se osservata dall’alto ssomiglia molto all’iride di un occhio umano. A fare differenza durante la visita sarà il numero di persone con cui si condivide l’esperienza. Nel nostro caso non è andata tanto bene: code di turisti facevano la fila per farsi il selfie con l’occhio blu sullo sfondo. Noi non siamo stati da meno!

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Noi e il Blue Eye
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Blue Eye

Quinta tappa: Ksamil

Credo che Ksamil mi rimarrà nel cuore più di ogni altro luogo visitato in questo viaggio in Albania.
E’ una località marittima non troppo speciale se al di là delle sue spiagge dall’acqua caraibica.
Ma avete presente quei momenti in cui siete talmente felici di essere in un determinato posto al punto da accantonare tutti i brutti pensieri? Ecco, a Ksamil mi è successo questo.

Ksamil è un piccolo borgo marittimo quasi al confine con la Grecia. Dalle sue spiagge e dal nostro alloggio è ben visibile l’isola greca di Corfù.

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Tramonto dietro Corfù, Ksamil

Spiagge e luoghi consigliati

Ishujt Beach (spiaggia dei 3 isolotti) è attrezzata, pulita e dal fondale sabbioso.
Manastirit Beach (spiaggia del monastero) è invece più tranquilla poiché fuori dal centro abitato. Si raccoglie in una baia quasi protetta da un monastero che si affaccia dall’altura sovrastante, raggiungibile facendo una bella camminata. Il fondale è ciottoloso.

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Tre Ishujt Beach, Ksamil

Ad una decina di minuti di auto da Ksamil verso la frontiera Greca, consiglio di visitare il Parco Archeologico di Butrinto che si estende su una piccola penisola: immergetevi nella storia albanese e nelle sue influenze romane ed elleniche in mezzo alle rovine del parco. Portatevi una bottiglietta d’acqua perchè la visita è lunga.

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Rovine, Butrinto
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Butrinto

Sesta tappa: Qeparo E Himare

Risalendo la costa alloggiamo a Qeparo per quattro notti. La passeggiata di sampietrini sul lungomare e qualche bel ristorantino danno alla spiaggia un che di riviera italiana. Le stradine vicino al lungomare sono immerse nella campagna di sera quasi deserta. Su un’altura di qualche centinaia di metri è invece arroccato il vecchio borgo di Qeparo che assomiglia quasi a un presepe, con i campanili delle chiesette ortodosse che svettano qua e là fra le piccole case.

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Il borgo antico visto dall’alloggio, Qeparo
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Relax, spiaggia di Qeparo

Durante i quattro giorni di relax marittimo a Qeparo abbiamo deciso di visitare alcune spiagge dei comuni di Himare e Dhermi, località per eccellenza della riviera albanese.

Spiagge e luoghi visitati

Jala è una bella spiaggia attrezzata da cui abbiamo raggiungo quella di Gjipe in kayak (perdendo un remo a metà tragitto ma questa è un’altra storia!).
A Drymades o Eldorado Beach il mare ci ha accolto con altissimi cavalloni!

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Eldorado Beach, Dhermi

Se amate esplorare vi consiglio una passeggiata al vecchio borgo di Himare, ancora parzialmente abitato.

Dove alloggiare e mangiare

Casa di Nonna è una chicca e l’identità dell’host è chiara.
Nonna Cristina accoglie i turisti nella sua grande casa immersa nel verde e nell’orto assieme all’aiuto di Aurora e Krisoula.
Una sera non abbiamo resistito: la Nonna ci ha offerto i pomodori caserecci e noi abbiamo cucinato una bella spaghettata per tutti!

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Casa di Nonna, Qeparo

Il ristorante Veranda è senza dubbio il migliore provato in 2 settimane passate in Albania!
Raccomando la cordialità dello staff, i prodotti genuini sapientemente cucinati e la salsa Tzatziki più buona del mondo!

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Ristorante Veranda, Qeparo

Settima tappa: Berat

Un vero gioiello: così descriverei la città di Berat, patrimonio Unesco definito “museo vivente” dell’Albania.
E’ attraversata dal fiume Osum. A nord del letto fluviale si estende il quartiere Mangalemi, di influenza musulmana, mentre a sud Gorica, il quartiere Cristiano.

Kala, in cima alla collina di Mangalemi, è il quartiere della cittadella racchiusa nel castello. Raggiungibile in auto o a piedi, sconsiglio vivamente di percorrere il sentiero nelle ore centrali della giornata a causa caldo torrido, se visitate la cittadina nel periodo estivo.

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Mangalemi, Berat

Arrivati in cima ed entrati nella cittadella siamo catapultati in un’atmosfera surreale, quasi appartenente ad un’altra epoca. Sentieri fra case di sasso, chiese ortodosse, vicoli silenziosi e stretti che si aprono sulla valle sottostante e lasciano ammirare il paesaggio.

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Chiesa della Santissima Trinità, Berat

Dove alloggiare e mangiare a Berat

E’ difficile rimanere delusi dall’alloggio Bujitina Kodiket. Le camere affacciano sul cortile comune della casa arredata e costruita in stile tradizionale. La proprietaria cura ogni dettaglio degli spazi comuni e prepara la colazione ogni mattina:per noi italiani non è mancata una bella moka sul tavolo!

Nella locanda Home made food Lili, l’ospitalità di Ilia e della sua famiglia mi rimarrà nel cuore. La cucina è tradizionale: i prodotti home made sono serviti ai tavoli nel piccolo cortile di casa di Ilia che vi intratterrà fra risate e battute in perfetto dialetto napoletano!

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Selfie con Ilia, Berat

Ottava tappa: Tirana

La vacanza è ormai terminata. Credendo di aver già visto il meglio ci fermiamo a Tirana due giorni prima di prendere l’aereo: una capitale non deve mai passare inosservata!

Abbiamo fatto bene.

Tirana ci ha stupiti nella sua pulizia, nella cortesia dei suoi abitanti, nell’immensità di Piazza Skanderbeg, principale punto di ritrovo nelle sere d’estate, nei suoi viali alberati e tanti dehors lungo le vie ordinate, nei suoi locali notturni e tanti bar aperti a qualsiasi ora, nei colori del suo bazar.

Ora, solo fotografie.

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Tirana
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Tirana
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Passeggiata, Tirana
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Piazza Skanderbeg, Tirana
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Piazza Skanderbeg, Tirana

Dove alloggiare e mangiare a Tirana

Al Garden b&b l’accoglienza è stata calorosa come del resto dappertutto. Il b&b è centralissimo, a circa dieci minuti di camminata da piazza Skanderbeg, cuore pulsante della città.

Amanti della cucina greca ben riprodotta in tutta l’Albania, non abbiamo saputo resistere all’Opa Greek Street Food che cucina piatti strepitosi!

Pensieri

Che dire? Onestamente non so mai concludere al meglio articoli di questo genere, temendo di cadere nella banalità.

Ogni viaggio lascia un segno su di noi. Per qualcosa che ci ha colpito, qualcosa a cui abbiamo pensato osservando un monumento, una spiaggia, una chiesa, il cielo, un animale, una pianta, qualcuno camminare vicino a noi.

Ogni viaggio ci cambia un poco; ogni viaggio fa pensare.

Anche l’Albania ha avuto il suo effetto.

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Tirana

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Alla prossima!

Tabella dei Contenuti

Laura Bovi
Ho deciso di battezzare il mio piccolo mondo digitale con una combo dei soprannomi 
più simpatici attribuiti alla sottoscritta: uno richiama il nome, l’altro il cognome.
Ecco
chi sono: Laubibs. 
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8 risposte

  1. Ho letto in varie puntate il tuo articolo perché amo leggere lentamente, per assaporarne i dettagli.. È meraviglioso, così come lo è stato il tuo viaggio! Grazie per i tuoi fantastici consigli su questi graziosissimo luoghi!
    E… al prossimo viaggio?

  2. Articolo molto interessante per chi come si appresta ad organizzare un viaggio in questo paese. Una sola domanda: con che compagnia avete noleggiato l’auto? ho sempre timore di incorrere in fregature e persone disoneste quindi se vi siete trovati bene vorrei sapere la compagnia! grazie.

    1. Ciao Valeria!
      Ti ringrazio molto per aver letto l’articolo e ti chiedo scusa se rispondo in netto ritardo. Il periodo non è dei migliori, purtroppo. Sono infermiera a Bologna e capirai che la situazione è drammatica a causa del Coronavirus. La compagnia si chiama “Ara”, Auto Rental Albania (insegna bianca su sfondo rosso). Il chioschetto è proprio in corrispondenza dell’uscita dell’aeroporto. I ragazzi sono molto disponibili e parlano italiano.
      Ti auguro di fare presto un bel viaggio, passato questo brutto periodo!

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