ALBANIA, UNA SCOPERTA

“Come mai avete scelto proprio l’Albania come meta delle vostre vacanze?” chiede in inglese la dolce Krisoula, mentre sorseggiamo assieme un delizioso caffè espresso di benvenuto sotto il pergolato di casa sua, fra le montagne di Qeparo, quasi vista mare: sì, nello stesso contesto su tutta la costa albanese puoi ammirare il mare cristallino e verdeggianti alture appena attraversata la strada.

Rimango un po’ spiazzata e penso un attimo, osservando il mio compagno, per non dare una risposta troppo scontata, anche se per alcuni aspetti forse ovvia: si spende poco, è economica rispetto all’Italia, con cinque euro trangugi un piatto di gamberi grigliati e con altrettanti un’orata pescata da poche ore.

Poi commento, decisa.
Siamo entrambi amanti dell’avventura e dei luoghi poco frequentati e tutti da scoprire ma mai avrei pensato che l’Albania, così geograficamente vicina all’Italia ma quasi dimenticata e sovrastata negli ideali comuni dalla vicina Grecia, potesse rivelarsi nella sua bellezza unica. Bellezza non solo dei luoghi, montagne, laghi, mare, borghi antichi, monasteri sperduti, fortezze ottomane piuttosto che elleniche o romane. Bellezza piuttosto del cuore della gente che la abita, aspetto a cui i pregiudizi che hanno sopravvento su noi occidentali, non danno spesso il minimo credito.

Gente che ti saluta sorridendo, che sente parlare italiano e se conosce la tua lingua è ben entusiasta di fare due chiacchiere. Che ha parenti in Italia e ti racconta del difficile periodo in cui noi “li abbiamo aiutati”. Gente che ti indica la strada giusta quando dici di esserti perso, o addirittura ti accompagna sul posto. Che ti rimpinza fiera di prodotti tipici. Che fa tutto perché il suo Paese sia di tuo gradimento e che tu ti senta a casa. Sì, perché molto spesso mi sono sentita a casa.

Questo ho risposto a Krisoula, e lei ha ricambiato con un sorriso.

 

thumb_IMG_1371_1024
Ritrovamento in spiaggia, Himare

 

LOADING…CONSIGLI PRATICI

Il nostro viaggio è durato tredici giorni.

Abbiamo deciso di organizzarci con un certo anticipo realizzando un itinerario a più tappe con l’aiuto di alcuni siti web, l’immancabile Google Maps e la fedele guida Lonely Planet (quella dell’Albania è stata pubblicata giusto due mesi prima che partissimo).

Per quanto riguarda la prenotazione degli alloggi abbiamo ricorso a Booking.com, affidabile e preciso, scegliendo strutture risultate pulite, spaziose e gestite da host super disponibili ed accoglienti.

A seconda del tipo di vacanza che volete trascorrere, consigliamo di prenotare con anticipo i vari alloggi, anche se, essendo l’Albania ancora poco gettonata come meta estiva, non dovreste aver problemi nel trovare strutture libere.

Se invece siete dei veri avventurieri, sta a voi decidere di vivere alla giornata e “bussare alla porta” dei bed&breakfast di giorno in giorno: l’accoglienza non mancherà!

L’Albania non fa ancora parte dell’Unione Europea anche se vedrete sventolare ovunque stelline gialle su sfondo blu! Per questo ricordo che esiste una moneta locale, il Lek, di valuta molto più bassa rispetto all’Euro che è comunque accettato dappertutto: sta a voi la scelta su quale moneta utilizzare. Esistono molti centri di cambio, caldamente consigliati rispetto alle banche nelle quali paghereste parecchie commissioni cambiando il denaro.

Non ovunque sono accettati pagamenti con carta di credito; viaggiate sempre con un gruzzoletto di Euro o Lek in tasca!

Per accedere alla frontiera sono sufficienti passaporto o in alternativa carta d’identità valida per l’espatrio.

Purtroppo in Albania non è possibile usufruire del roaming gratuito, ma non disperate. Appena arrivati a destinazione troverete numerosi centri di telefonia pronti a fornirvi schedine sim a prezzi convenienti. In aeroporto abbiamo scelto di acquistare una schedina Vodafone al prezzo di circa 12 euro per utilizzare soprattutto Google Maps durante gli spostamenti. In due settimane non abbiamo avuto problemi. Per il resto tranquilli: il wifi dei luoghi pubblici e degli alloggi fa la sua parte!

Altro consiglio che sento di dare è quello di noleggiare un’auto come abbiamo scelto di fare noi, piuttosto che viaggiare con la propria e rischiare di sfasciarla: le strade non sono particolarmente sicure a causa di asfalto dissestato, buche, sterrati e dossi non segnalati. In ogni caso GUIDATE CON PRUDENZA! Non mancheranno incontri con mucche, capre, pecore (ah sì, e tartarughe!) tra una curva e l’altra, vecchietti in motorino senza casco che tagliano la strada, gente che attraversa la carreggiata IN AUTOSTRADA senza preoccuparsi del vostro passaggio!

Utile ad un riposo come si deve, se soffrite la luce in camera la mattina presto, è una mascherina da notte da posare sugli occhi. Nessun alloggio da noi scelto era provvisto di persiane, tapparelle o banalmente tende oscuranti: risultato? Stanza illuminata a giorno alle 6 del mattino!

Molte spiagge sul litorale hanno fondale ciottoloso o con scogli: portate con voi scarpette apposite per evitare spiacevoli incontri con ricci marini!

Non resta adesso che provare a lasciare per iscritto il ricordo che ho di queste due settimane d’avventura.

Buona lettura!

 

b6ae0237-394a-4efa-a12e-47a6723ca560
Noi

 

PRIMA TAPPA: SCUTARI

Decolliamo da Bologna nel primo pomeriggio ed atterriamo a Tirana dopo circa un’ora e un quarto.

Ci accolgono cielo blu, vento secco e tante palme.

 

1F8FB7B6-8C34-48D6-B213-DFCF983D073E

 

L’entusiasmo è alle stelle: dopo aver cambiato qualche soldo ed acquistato la schedina sim, riceviamo le chiavi del nostro bolide a quattro ruote e partiamo alla volta della prima tappa, dirigendoci verso Nord. Ci avviciniamo alla città di Scutari dopo circa due ore e subito si intravvede il suo castello a dominarla su di un’altura.

Avanziamo verso il centro lungo l’arteria principale, immergendoci nel traffico: smog, biciclette che ci sfrecciano davanti, un signore che vende galline sulla destra, un altro che arrostisce pannocchie a sinistra. Bar, pieno zeppo di bar: tanti uomini seduti che sorseggiano Raki, la tipica grappa albanese, da piccoli bicchierini. Benzinai, autolavaggi ovunque. Confusione. Clacson strombazzanti. Confusione. Arriviamo finalmente all’alloggio e siamo calorosamente accolti alla reception. Appoggiamo i bagagli in camera e ci lanciamo nelle vie del centro città che è ormai ora di cena.

I vialetti alberati di Scutari (Shkodra in lingua albanese) con i suoi dehors uno a fianco all’altro mi ricordano per certi versi Parigi: tanti giovani seduti chiacchierano e spizzicano l’aperitivo.

Allo scoccare dell’ora da una parte suonano le campane della chiesa, dall’altra il canto del muezzin invita alla preghiera nella moschea: un connubio di suoni, odori, voci, colori. Questo mi ricordo della prima sera.

Affamati iniziamo a dare un’occhiata a TripAdvisor, ed il ristorante Elita ci ispira subito: la prima cena che conclude la giornata si rivela infatti sublime, tutta a base di piatti tipici.

 

IMG_8827
Foto orrenda, ma la pancia era soddisfatta!

 

Scutari è definita l’indiscussa capitale della cultura albanese, dall’aspetto molto europeo e occidentale. Influenzata da circa 400 anni di dominazione turca che ne lascia i segni, è abbracciata dai letti dei fiumi Drin e Buna che sfociano nel lago di Scutari. L’immensa e piatta distesa di acqua segna il confine con il Montenegro. Consiglio vivamente di fare una passeggiata lungo le sue rive immergendosi nella natura e allontanandosi dal centro movimentato.

 

thumb_IMG_1208_1024.jpg
Lago di Scutari in lontananza
thumb_IMG_1215_1024
Scutari vista dal Castello di Rozafa

 

Come accennato poco fa, il monumento più importante a Scutari è il castello di Rozafa, nonchè una delle maggiori attrazioni storiche e turistiche albanesi. Giunti al castello e attraversando le sue mura (il biglietto viene 200 lek, poco meno di due euro!) potrete ammirare e dominare lo spazio circostante: dal mare al grande lago alla confluenza dei due fiumi.

 

IMG_8837
Castello di Rozafa

 

Fuori città, facilmente raggiungibile in auto, il Ponte di Mezzo o Ponte di Mes (Ura e Mesit) è da non perdere. E’ infatti uno dei ponti ottomani più conservati dei Balcani. L’immensità delle sue 13 campate che scavalcano il fiume Kir  e alte montagne poco lontane vi faranno sentire piccolissimi.

 

f127fad6-0b0d-42a4-a65b-b6f40f200aeb
Ponte di Mezzo, Scutari
thumb_IMG_1236_1024
Una piccola me sul Ponte di Mezzo, Scutari

 

  • ALLOGGIO
    Hotel Kaduku
  • RISTORANTI
    Bar Restorant Elita
    L’atmosfera intima e sobria di questo ristorante vi accoglierà facendovi sentire a casa. Il personale è gentilissimo e disponibile a descrivere le pietanze anche in discreto italiano. Consiglio vivamente di assaggiare i Dolmas, tipico piatto mediterraneo: piccoli involtini di foglie di vite ripieni di riso, carne trita, menta e altre spezie: spaziali! Ciliegina sulla torta è lo yogurt cotto: provare per credere!
    Tradita Geg e Tosk
    In ambiente tipico che vi accoglie in una loggia interna piena di gatti miagolanti, si preparano pietanze tradizionali del Nord del Paese.
723ea452-ee26-4fcd-8de0-94457b546e33
Carne, pomodori e formaggio in paiolo, una delizia!

 

SECONDA TAPPA: CROIA

Il nostro cammino continua verso Croia (Kruja in albanese), culla della resistenza cristiana agli ottomani in epoca medievale.

Dominato dal castello che ospita la maggior parte delle attrazioni storiche, artistiche e culturali, il grazioso antico bazar si estende per diversi metri con i suoi negozietti disposti uno vicino all’altro a formare una lisca di pesce se osservati dall’alto.

thumb_IMG_1254_1024
Antico bazar, Croia

 

Fra i numerosi souvenir prodotti in serie potrete ancora trovare qualche bottega in cui fare acquisti curiosi: corni di capra, pipe, flauti tradizionali e cimeli di antiquariato. Entrate nella bottega Antika. Il proprietario vi farà fare un tuffo nelle dominazioni fascista e comunista del Paese, raccontandovi la storia e mostrandovi tanti oggetti curiosi.

IMG_8879
Bottega di antiquariato, Croia
thumb_IMG_1259_1024
Antico bazar, Croia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

thumb_IMG_1263_1024
Castello, Croia

 

Caratteristica dei borghi albanesi è quella di ospitare i cosiddetti musei etnografici. Quello di Croia si trova appunto all’interno delle mura del castello: una casa tradizionale turca un tempo di proprietà della famiglia Toptani mostra una bellissima collezione di oggetti di uso comune, vestiti ed arredi tradizionali.

 

thumb_IMG_1266_1024
Casa Toptani, Croia

 

  • ALLOGGIO
    Hotel Rooms Emiliano
    Il pezzo forte della nostra sosta a Croia è sicuramente l’alloggio, letteralmente ricavato all’interno della rocca del castello. Emiliano e il suo gruppo di lavoro vi sapranno accogliere come se foste di famiglia, servendovi una cena luculliana alla luce del tramonto sul mare Adriatico in lontananza.
4c6fba56-c0c5-426a-8465-c85f5f32812f
Cena al tramonto, castello di Croia

 

TERZA TAPPA: PERMET

Uno degli aspetti più affascinanti dell’Albania è il susseguirsi di diversi contesti naturali: un minuto prima si percorre uno sterrato lungo la riva del mare, qualche chilometro più in là ci si addentra fra crepacci di montane alte mille metri, scavalcando fiumi e ruscelli. Così è stato il viaggio nell’entroterra verso Permet, durato circa tre ore.

thumb_IMG_1271_1024
In viaggio verso Permet

La città non è particolarmente attraente da un punto di vista culturale né storico; è stata infatti distrutta più volte dalle truppe nazifasciste e vi si è insediato il primo governo albanese autonomo.

Permet merita una sosta per un motivo ben preciso: è il capoluogo naturalistico dell’Albania assieme alla valle di Theth più a Nord, difficilmente raggiungibile se non si è ben attrezzati e allenati! Il villaggio ospita, a pochi chilometri di distanza, le più famose terme naturali albanesi. Là dove il fiume Lengarice esce dalle gole che si trovano più verso la montagna, spicca questo antico ponte ottomano a tre arcate sotto cui potrete rilassarvi facendo il bagno in calde acque sulfuree.
Consiglio vivamente di visitare le terme naturali la mattina presto per evitare la folla, nonostante noi siamo andati al momento del tramonto sicuramente suggestivo ma troppo caotico.

f4ac9ee1-a129-4a8f-84d2-3450eb41c88a
Piscina naturale sotto il ponte ottomano. Si ringrazia il mio compagno per la foto!

 

thumb_IMG_1286_1024
Terme naturali sotto il ponte ottomano, Permet

 

Dopo il bagno rilassante ricordatevi di sgranocchiare una buona pannocchia arrostita!

498db764-a921-4c35-be87-1927ec1425df
Io e le pannocchie, una cosa sola!

 

IMG_9099
Gliko alle noci

Prima di lasciare Permet non dimenticatevi di acquistare un barattolo di Gliko, prodotto tipico dello slow food locale: si tratta di una confettura di frutta caramellata (fichi, noci, prugne, albicocche, etc). Spalmata sul pane la mattina a colazione è una goduria!

  • ALLOGGIO
    Ilir Guest House
    Ilir e sua moglie vi accoglieranno in casa loro come se foste di famiglia, tra colazioni luculliane e chiacchiere col signore che parla un perfetto italiano.
  • RISTORANTI
    Non posso consigliare locali o ristoranti siccome l’unica cena consumata non è stata abbastanza soddisfacente per le nostre pancette affamate!

 

QUARTA TAPPA: ARGIROCASTRO E BLUE EYE

In Albania, i borghi storici ben conservati sono veramente pochi. Argirocastro (Gjirokaster in albanese) è perciò una perla rara.

Patrimonio Unesco, il villaggio si sviluppa arroccato su un’altura; è caratterizzato da tante case-torri dai tetti grigi che quando piove luccicano come l’argento. Da qui il nome Argirocastro (Argyrokastron in greco significa castello d’argento).

thumb_IMG_1302_1024
I tetti d’argento, Argirocastro

Purtroppo la nostra visita capita durante i lavori di rifacimento della pavimentazione dei tre viali principali che, in salita, portano al castello che sovrasta la vallata.

I colori dei prodotti di artigianato esposti fuori dalle botteghe, i turisti seduti ai tavolini dei locali all’ombra dei tendoni, il rombare del martello pneumatico ed il vociare degli operai al lavoro donano ai vialetti un’atmosfera vivace.

thumb_IMG_1296_1024
Botteghe, Argirocastro
thumb_IMG_1301_1024
Argirocastro, centro

Dopo una lunga passeggiata in salita (mannaggia alla mia schiena!) giungiamo all’entrata del castello; è molto grande, comprende una moltitudine di ambienti all’aperto e all’interno delle spesse mura. E la vista che si gode da lassù…Che ve lo dico a fare? Consigliato!

thumb_IMG_1307_1024
Mura del castello, Argirocastro

 

thumb_IMG_1308_1024
Vista dal castello, Argirocastro
  • RISTORANTI
    Odaja
    Al primo piano di una delle casette del viale principale del villaggio vi accoglierà il cinguettio di un canarino giallo nella sua gabbietta. La varietà del menu include piatti di influenza greca e turca tutti da gustare.

Ad Argirocastro non alloggiamo. Da qui ci dirigiamo verso il Blue Eye, fra le principali attrazioni turistiche di tutto il Paese. Una sorgente carsica naturale genera una piscina dalle acque di un blu intenso, tendente all’azzurro, più chiaro in corrispondenza dei punti meno profondi, e dall’alto di qualche metro assomiglia molto all’iride di un occhio umano. A fare differenza durante la visita sarà il numero di persone con cui si condivide l’esperienza. Nel nostro caso non è andata tanto bene: code di turisti facevano la fila per farsi il selfie con l’occhio blu sullo sfondo. Noi non siamo stati da meno!

9397cf10-d5ec-4b43-b5b2-5c7a3976e083
Noi e il Blue Eye
e8ed0146-b68e-4055-a2a0-8ecda8ee3935
Blue Eye

 

QUINTA TAPPA: KSAMIL

Credo che Ksamil mi rimarrà nel cuore più di ogni altro luogo visitato in questo viaggio. E’ una località marittima, carina sì, ma niente di speciale se non si considerano le sue spiagge dall’acqua caraibica. Però avete presente quei momenti in cui siete talmente felici di essere in un determinato posto al punto da accantonare tutti i brutti pensieri? Ecco, a Ksamil mi è successo questo. E’ stato il momento della vacanza in cui ho ufficialmente “staccato la spina”.

Ksamil è un piccolo borgo marittimo quasi al confine con la Grecia. Dalle sue spiagge e dal nostro alloggio è ben visibile l’isola greca di Corfù.

5fa8d30a-eb64-41e9-afd5-67fcee4a7295
Tramonto dietro Corfù, Ksamil

 

  • SPIAGGE VISITATE E CONSIGLIATE DAI NOSTRI HOST
    Tre Ishujt Beach o Spiaggia dei tre Isolotti
    Avrete l’imbarazzo della scelta in merito al lido da scegliere. Spiaggia attrezzata, pulita, dal fondale sabbioso.
    Manastirit Beach o Spiaggia del Monastero
    Più tranquilla rispetto alle altre spiagge della località poiché fuori dal centro abitato, questa graziosa spiaggia dal fondale ciottoloso si raccoglie in una baia quasi protetta da un monastero che si affaccia dall’altura sovrastante, raggiungibile facendo una bella camminata.
thumb_IMG_1358_1024
Tre Ishujt Beach, Ksamil

 

Ad una decina di minuti di auto da Ksamil verso la frontiera Greca, consiglio di visitare il Parco Archeologico di Butrinto che si estende su una piccola penisola: immergetevi nella storia albanese e nelle sue influenze romane ed elleniche in mezzo alle rovine del parco. Portatevi una bottiglietta d’acqua: la visita è lunga!!!

thumb_IMG_1346_1024
Rovine, Butrinto

 

 

 

 

 

 

 

 

29b892f4-1515-4b1a-af83-1528068bfb0f
Butrinto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SESTA TAPPA: QEPARO E HIMARE

Risalendo la costa albanese alloggiamo a Qeparo per quattro notti. La passeggiata di sampietrini sul lungomare e qualche bel ristorantino danno alla spiaggia un che di riviera italiana. Le stradine che si dipartono dal lungomare sono immerse nella campagna di sera quasi deserta. Su un’altura di qualche centinaia di metri è invece arroccato il vecchio borgo di Qeparo che assomiglia quasi a un presepe, con i campanili delle chiesette ortodosse che svettano qua e là fra le piccole case.

thumb_IMG_1364_1024
Il borgo antico visto dall’alloggio, Qeparo
e81b8c65-4b13-427a-af9c-bef410687e46
Relax, spiaggia di Qeparo

 

Durante i quattro giorni di relax marittimo a Qeparo abbiamo deciso di visitare alcune spiagge dei comuni di Himare e Dhermi, località per eccellenza della riviera albanese.

  • SPIAGGE VISITATE
    Jala
    Bella spiaggia attrezzata da cui abbiamo raggiungo quella di Gjipe in kayak (perdendo un remo a metà tragitto ma questa è un’altra storia!).
    Drymades o Eldorado Beach
    Qui il mare ci ha accolto con altissimi cavalloni!
thumb_IMG_1374_1024
Eldorado Beach, Dhermi

 

Se amate esplorare vi consiglio una passeggiata al vecchio borgo di Himare, ancora parzialmente abitato.

 

  • ALLOGGIO
    Casa di Nonna
    L’identità dell’host è chiara. Nonna Cristina accoglie i turisti nella sua grande casa immersa nel verde e nel suo orto assieme all’aiuto di Aurora e sua nipote Krisoula.
    Una sera non abbiamo resistito: la Nonna ci ha offerto i pomodori dell’orto e noi non abbiamo esitato a fare una bella spaghettata per tutti!

    thumb_IMG_1367_1024
    Casa di Nonna, Qeparo
  • RISTORANTI
    Veranda
    Senza dubbio il miglior ristorante provato in due settimane! Cordialità dello staff, prodotti genuini e sapientemente cucinati, salsa Tzatziki più buona del mondo!
e31698ec-8741-48fd-ab21-8a61064fb8ab.JPG
Ristorante Veranda, Qeparo

 

SETTIMA TAPPA: BERAT

Un vero gioiello. Così descriverei la città di Berat, patrimonio Unesco definito “museo vivente”. Attraversata dal fiume Osum, a Nord del letto fluviale si estende il quartiere Mangalemi, di influenza musulmana, mentre a sud Gorica, il quartiere Cristiano.

Kala, in cima alla collina di Mangalemi, è il quartiere della cittadella racchiusa nel castello. Raggiungibile in auto o a piedi, sconsiglio vivamente di percorrere il sentiero nelle ore centrali della giornata causa caldo torrido: esperienza personale!

thumb_IMG_1416_1024.jpg
Mangalemi, Berat

Arrivati in cima ed entrati nella cittadella siamo catapultati in un’atmosfera surreale, quasi appartenente ad un’altra epoca. Sentieri fra case di sasso, chiedete ortodosse, vicoli silenziosi e stretti che si aprono sulla valle sottostante e vi lasciano ammirare il paesaggio.

thumb_IMG_1420_1024.jpg
Chiesa della Santissima Trinità, Berat

 

  • ALLOGGIO
    Bujitina Kodiket
    Difficile rimanere delusi da questo alloggio. Le camere affacciano sul cortile comune della casa in stile tradizionale e non sto a descrivere la stanza da letto!
    La proprietaria cura ogni dettaglio degli spazi comuni e prepara ogni mattina una colazione bomba con tanto amore: per noi italiani non è mancata una bella moka sul tavolo!
  • RISTORANTI
    Home made food Lili
    L’ospitalità di Ilia e della sua famiglia mi rimarrà nel cuore. La cucina è tradizionale: i prodotti home made sono serviti ai tavoli nel piccolo cortile di casa di Ilia che vi intratterrà fra risate e battute in perfetto dialetto napoletano!
edafa564-986d-4133-b086-97d7c2c2c3ba.JPG
Selfie con Ilia, Berat

 

SETTIMA TAPPA: TIRANA

La vacanza è ormai terminata. Credendo di aver già visto il meglio ci fermiamo a Tirana due giorni prima di prendere l’aereo: una capitale non deve mai passare inosservata.

E abbiamo fatto bene.

Tirana ci ha stupiti nella sua pulizia, nella cortesia dei suoi abitanti, nell’immensità di piazza Skanderbeg, principale punto di ritrovo nelle sere d’estate, nei suoi viali alberati e tanti dehors lungo le vie ordinate, nei suoi locali notturni e tanti bar aperti a qualsiasi ora, nei colori del suo bazar.

Ora, solo fotografie.

thumb_IMG_1424_1024
Tirana
thumb_IMG_1426_1024
Tirana
thumb_IMG_1446_1024
Passeggiata, Tirana
thumb_IMG_1456_1024
Piazza Skanderbeg, Tirana
thumb_IMG_1455_1024
Piazza Skanderbeg, Tirana

 

  • ALLOGGIO
    Garden B&B
    L’accoglienza è stata calorosa come del resto dappertutto. Il b&b è centralissimo, a circa dieci minuti di camminata da piazza Skanderbeg, cuore pulsante della città.
  • RISTORANTI
    Opa Greek Street Food
    Amanti della cucina greca ben riprodotta in tutta l’Albania, non abbiamo saputo resistere. Piatti strepitosi!

 

 

Che dire? Onestamente non so mai concludere al meglio articoli di questo genere, temendo di cadere nella banalità.

Ogni viaggio lascia un segno su di noi. Per qualcosa che ci ha colpito, qualcosa a cui abbiamo pensato osservando un monumento, una spiaggia, una chiesa, il cielo, un animale, una pianta, qualcuno camminare vicino a noi.

Ogni viaggio ci cambia un poco; ogni viaggio fa pensare.

Anche l’Albania ha avuto il suo effetto.

 

thumb_IMG_1459_1024
Tirana

 

  • Colonna sonora del viaggio
    Funky Bahia – Sieda Garret and Sérgio Mendes
  • Si ringrazia
    Il mio compagno, sempre.

8 Comments »

  1. Bellissimo articolo, spiega, in tutti i dettagli, le istruzioni per intraprendere un viaggio in Albania 🇦🇱

  2. Lauri che dire un articolo che solo a leggero ti fa staccare la spina e fantasticare con la mente; bella avventura!!!

    By Sara

  3. Ho letto in varie puntate il tuo articolo perché amo leggere lentamente, per assaporarne i dettagli.. È meraviglioso, così come lo è stato il tuo viaggio! Grazie per i tuoi fantastici consigli su questi graziosissimo luoghi!
    E… al prossimo viaggio😘

  4. Articolo molto interessante per chi come si appresta ad organizzare un viaggio in questo paese. Una sola domanda: con che compagnia avete noleggiato l’auto? ho sempre timore di incorrere in fregature e persone disoneste quindi se vi siete trovati bene vorrei sapere la compagnia! grazie.

    • Ciao Valeria!
      Ti ringrazio molto per aver letto l’articolo e ti chiedo scusa se rispondo in netto ritardo. Il periodo non è dei migliori, purtroppo. Sono infermiera a Bologna e capirai che la situazione è drammatica a causa del Coronavirus. La compagnia si chiama “Ara”, Auto Rental Albania (insegna bianca su sfondo rosso). Il chioschetto è proprio in corrispondenza dell’uscita dell’aeroporto. I ragazzi sono molto disponibili e parlano italiano.
      Ti auguro di fare presto un bel viaggio, passato questo brutto periodo!

Rispondi