CURA DEL MARIMO, L’ALGA DEGLI INNAMORATI

Inauguro finalmente la rubrica di consigli sulla cura delle piante che ho accolto in casa nel corso degli anni raccontando di questo esserino alquanto strano a cui sono molto legata: leggete qui sotto per sapere di più sulla cura del Marimo!

Tutto può sembrare tranne che una pianta! Infatti è precisamente un’alga.

Si sa, anche l’acquisto delle piante per i nostri giardini o appartamenti è una moda ciclica che negli anni viene e va, ma l’alga Marimo può essere considerata una new entry botanica, almeno in Italia.

IL MIO MARIMO

Ho acquistato il Marimo sul grazioso sito web www.cloet.it. Tengo a precisare che qui sono venduti Marimo provenienti esclusivamente da colonie giapponesi.

Potrete trovarne di varie dimensioni e costi e leggere tante curiosità!

Appunto importantissimo: il Marimo giungerà a casa vostra tramite corriere all’interno di un barattolino senza acqua. Correte ai ripari appena sarà in vostra custodia!

CARATTERISTICHE GENERALI

Aegagropila Linnaei oppure Cladophora. Questi sono i nomi scientifici del Marimo che in nipponico significa Alga Palla.

Si tratta di una pianta acquatica a forma di pallina che cresce spontaneamente nei laghi di Australia, Scozia e Giappone (da qui il suo nome più noto). Le correnti lacustri ne modellano lentamente i filamenti facendola rotolare sui fondali e perciò acquisire nel tempo la sua tipica forma sferica.

In natura è in grado di vivere un centinaio di anni, in cattività almeno il doppio e la sua particolarità è quella di accrescere le sue dimensioni di circa cinque millimetri l’anno.

Nel 1921 è stata dichiarata Tesoro Naturale Giapponese.

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Il mio piccolo Marimo

COLTIVAZIONE E CURA

Il Marimo non necessita di cure eccessive ma è opportuno dedicargli qualche piccola attenzione.

L’Alga Palla vive costantemente immersa in acqua: consiglio quindi di procurare un recipiente trasparente, possibilmente in vetro, che andrà riempito con acqua cambiata ogni dieci giorni sia nella stagione estiva che in quella invernale per garantirle costante nutrimento. Durante questa operazione “lavate” il Marimo sotto il getto d’acqua del rubinetto facendo attenzione che l’acqua non sia troppo calda: strofinatelo e “strizzatelo” leggermente come se fosse una spugna. Non prendeteci troppo gusto nonostante la sua consistenza crei una vera e propria dipendenza! Riempite il contenitore con un mix di acqua naturale e frizzante: quest’ultima lo farà fluttuare grazie alle bollicine che gli forniscono maggiore anidride carbonica e lo fanno perciò salire a galla!

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Raccomando inoltre di non esporre il recipiente ai raggi diretti del sole: il Marimo, vivendo in natura nei bui fondali lacustri, non gradisce troppo la luce e, se esposto direttamente a quest’ultima, rischia di perdere la sua colorazione verde brillante ingiallendosi piano piano!
In estate consiglio, viste le alte temperature, di riporre il recipiente contenente il vostro Marimo direttamente in frigorifero. Abituato alle basse temperature dei fondali lacustri, vi ringrazierà!

CURIOSITA’

Due innamorati si rifugiarono sulle rive del lago giapponese di Akan, per sfuggire alla crudeltà delle rispettive famiglie che ne volevano la separazione. Per vivere amore eterno i loro cuori si trasformarono in due piccoli Marimo che fluttuarono insieme sul fondale del lago per secoli, senza mai lasciarsi.
Marimo è perciò simbolo di amore e longevità e la si dona spesso come piccolo portafortuna.

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Alla prossima!

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