ORCHIDEA PHALAENOPSIS: LA PIANTA PER CHI HA PAZIENZA

Spesso chi viene a casa mia rimane incredulo nel notare la quantità di orchidee periodicamente in fiore. Mi si chiede continuamente come riesca a non farle morire in poco tempo, poi ogni quanto fioriscono e ancora domande su domande sulla loro gestione.
Alcuni amici mi affidano le loro orchidee perchè ritengono io abbia poteri sovrannaturali nel farle riprendere: mi piacerebbe ma non è così! Fanno tutto loro!
L’orchidea Phalaenopsis non è la pianta per chi non è paziente: ha un ciclo vitale e una fioritura talmente lenti da fare perdere le staffe ad un santo. Ma proprio per questo, quando si vedono spuntare nuovi rami, steli o schiudere i boccioli la soddisfazione è sempre enorme.
Come per tutte le piante, in quanto esseri viventi, per l’orchidea Phalaenopsis sono sufficienti giusto habitat, tanto amore nella sua cura, acqua e luce. Il resto viene da sé!

orchidea phalaenopsis
In fioritura

LE MIE ORCHIDEE PHALAENOPSIS

Ho ricevuto gran parte delle mie orchidee Phalaenopsis come regalo. Qualcun’altra è invece arrivata a casa grazie alla sottoscritta, perchè si sa che se ne possiedi una vorresti averne un’altra e un’altra ancora. Questa pianta, come tutte, crea dipendenza!
Ora si godono le loro giornate in un angolo del soggiorno, dietro ad una tenda bianca che le ripara dai raggi diretti del sole. Ben 3 sono in fioritura e l’esplosione dei colori è pazzesca: sfumature del rosa, del viola e del giallo, puntini colorati e striature riempiono i petali dei loro fiori.
Non mi stancherei mai di osservarle.

CARATTERISTICHE GENERALI

La Phalaenopsis è l’orchidea più diffusa nel mondo, soprattutto in tutta l’India orientale e in Australia.
Questa pianta è anche detta epifita: le sue radici si sviluppano anche sulla roccia.
Le foglie che circondano il colletto sono generalmente non più di 6, di colore verde intenso, coriacee, lisce, lunghe e sinuose: in natura, esse sono l’unico metodo di immagazzinamento d’acqua siccome l’orchidea non è bulbosa. E’ quindi fondamentale che siano mantenute in salute e pulite se la pianta cresce in cattività.
Le radici si sviluppano in grande quantità: si intrecciano fra loro e grazie ad esse la pianta si ancora al substrato più o meno roccioso.
L’orchidea Phalaenopsis produce spettacolari fiori dalle più svariate sfumature di colore; sono sorretti da lunghi steli la cui crescita è veramente lenta.

boccioli orchidea
Pronta per fiorire

COLTIVAZIONE E CURA

Il primo consiglio che mi sento di dare a chi è alle prime armi nella gestione della Phalaenopsis è essere paziente e soprattutto non avere paura di commettere errori. Questa pianta è estremamente sensibile ma, quando avrà individuato il suo luogo preferito in casa vostra, vi regalerà tante foglie e radici nuove, steli e fiori.
Prima di tutto necessita di tantissima luce: ponetela vicino ad una finestra che però viene raramente aperta d’inverno. Schermate il vetro con una tenda: bastano poche ore di esposizione al sole diretto per procurare alle foglie antiestetiche bruciature. Considerate che, in natura, la Phalaenopsis cresce al riparo dal sole grazie alla vegetazione che la sovrasta. La Phalaenopsis adora il caldo: vive bene tra i 17 e i 23 gradi.
A questo punto vi chiedo di fare attenzione: se l’orchidea cresce bene nell’angolo che avete individuato per lei, non fatevi prendere dalla tentazione di spostarla altrove o all’esterno durante la stagione calda poichè è estremamente territoriale: lasciatela lì e vi ringrazierà!
Annaffio le mie orchidee ogni dieci giorni circa, sia in estate che in inverno. Esistono varie metodologie di annaffiatura: io procedo sia per immersione in acqua del vasetto per alcuni minuti che tramite vera e propria “doccia”. L’unica raccomandazione è quella di evitare che l’acqua raggiunga il centro del colletto (l’attaccatura delle foglie), che potrebbe marcire.
Molti di voi, a questo punto, penseranno a quando sia ora di annaffiarla. Osservate sempre le radici, contenute solitamente in un vaso trasparente per favorire la loro attività fotosintetica: se sono verdi, la pianta sta bene, se sono grigio argentee ha sete.
L’apparato radicale dell’orchidea Phalaenopsis ama spazi stretti: lasciatela nel vaso originario finché le radici fuoriescono dai fori di scolo. Durante il rinvaso fate attenzione a non danneggiare le lunghe radici: tagliate quelle marce o secche con forbici disinfettate e fornite alla pianta nuovo substrato apposito per orchidee o bark (corteccia mista a sfagno) venduti in tutti i vivai. Lavate accuratamente le radici rimuovendo i residui di substrato vecchio: una volta rinvasata non annaffiate la pianta per almeno una settimana. I pezzetti di corteccia vanno riposti all’interno del vaso con un certo ordine: sul fondo riponete quelli più grossi, via via che si sale in superficie i più piccoli.
Non concimo quasi mai le mie orchidee: bisognerebbe però farlo tutto l’anno. Essendo ignorante in materia vi lascio alla lettura di altri articoli.

CURIOSITA’

Il nome dell’orchidea Phalaenopsis deriva dalla forma del suo fiore, ovvero quello di una grossa falena.
All’orchidea sono attribuite alcune caratteristiche afrodisiache.
Nel linguaggio dei fiori, la Phalaenopsis simboleggia il lusso e la sensualità.

Vuoi sapere di più sulla tecnica del rinvaso di questa pianta? Clicca sul pulsante qui sotto!

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Alla prossima!


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