RECENSIONE: IL DIARIO DI JANE SOMERS, DORIS LESSING

Ho letto questo libro su consiglio di un soggetto un po’ strano.
Non posso svelarvi la sua identità ma vi assicuro sia una persona veramente originale, parecchio antipatica, scomoda e rompiscatole il più delle volte, anche un tantino bipolare.
Sono stata mesi interi su questa lettura pesante e molto profonda, procrastinando di continuo il momento di scrivere ciò che penso a riguardo.
Posso dire? Non so se ringraziare chi ho ricordato sopra per avermi fatto conoscere un’autrice ed un romanzo così totalizzanti.
Anzi forse sì; forse non tutti i mali vengono per nuocere!
Ecco qui la mia nuova recensione: Il Diario di Jane Somers di Doris Lessing.

il diario di jane somers

INFORMAZIONI EDITORIALI

Titolo: Il diario di Jane Somers
Autore: Doris Lessing
Pagine: 254
Prezzo cartaceo: 9,50 euro (Feltrinelli Editore)
Prezzo ebook: 7 euro circa

TRAMA

Janna, che si fa chiamare Jane, è all’apice della propria carriera: donna affascinante, intelligente e ricercata, è caporedattrice di una rivista di moda ed ovviamente non ha figli.
E’ pure vedova: il suo povero marito è mancato da tempo assieme alla madre ma Jane non si è lasciata per nulla scalfire dai due tragici episodi. O almeno così sembra.

Jane incontra casualmente Maudie, il suo opposto.
Maudie è un’anziana e trasandata signora che risiede in uno dei più squallidi quartieri della città, all’interno di un appartamento che cade a pezzi.
E’ proprio il carattere di Jane apparentemente freddo e sostenuto che indurrà quest’ultima a non fare a meno di Maudie e soprattutto la spingerà ad essere una presenza costante per la vecchietta soprattutto quando questa scoprirà di essere gravemente malata.

COSA NE PENSO

Il romanzo vede la contrapposizione delle vite di due donne.

I ritmi di Jane sono serrati e scanditi da giornate di lavoro folli, bagno caldo e rilassante la sera, programmazione settimanale dell’outfit e così via.
Sembra quasi non provi sentimenti, o meglio non li voglia provare.
Non si sa se abbia mai provato compassione per qualcuno, non si sa cosa possa pensare della morte di sua mamma e di suo marito. Forse non ha mai voluto mettere a nudo la sua sfera emotiva. Jane non ha mai ceduto e di certo non ha intenzione di farlo.

Ma per caso succede qualcosa.
Jane non si aspetterebbe mai di incontrare “una strega”, come lei stessa definirà Maudie, un giorno qualunque, in farmacia.
Maudie è vecchia, trasandata, fatica a camminare. Subito Jane rimane colpita da questo personaggio strambo e guarda caso sembra che l’altra se ne sia accorta, poiché le chiede freddamente di darle una mano ad ordinare un farmaco.

Nasce così, fra le due, un rapporto prima di repulsione reciproca ma che poi si solidifica sempre di più, mano a mano che il tempo passa, diventando empatico e simbiotico.
Maudie è tutto quello che Jane non è mai stata: ciò spinge quest’ultima a condividere e gestire il mondo di Maudie, fatto di fissazioni, strane abitudini, malanni senili.

A questo punto ci possiamo porre una domanda.

Come può Jane, avendo vissuto in maniera totalmente distaccata la sofferenza e la morte di persone a lei care, ritrovarsi completamente assorbita dalla vita di una sconosciuta tanto da stravolgere per la prima volta i ritmi che l’hanno condizionata per anni?

Forse alcune sensazioni da noi represse in nome di una condizione che pensiamo di dover perseguire a tutti i costi sono prima o poi destinate a riemergere in momenti inaspettati.

Jane infatti, abituata a non dipendere dagli altri, riscopre cosa significhi essere emotivamente legati a qualcuno.

Anche Maudie, dal canto suo, trae beneficio da questa relazione.
Fino ad ora ha respinto il sostegno della società, ma conoscendo Jane riesce finalmente a comprendere cosa significhi volere bene a qualcuno e avere accanto qualcuno che le voglia bene, tanto da considerare la donna sua migliore amica.
Inoltre Maudie, nonostante il progressivo esaurimento della sua autonomia, rivela un estremo attaccamento alla vita, cercando così di procrastinare l’avvicinamento della sua morte.

Non posso svelarvi come termina il romanzo.

Posso solo affermare che Il diario di Jane Somers sia estremamente umano e “normale”.
Racconta una vicenda cruda e forse vagamente disturbante, che mette in luce tutte le parole non dette dietro alla compassione e alla vicinanza verso chi soffre.

Mi rispecchio parecchio in questa storia dato che il mio lavoro mi porta tutti i giorni ad instaurare e mantenere relazioni d’aiuto.

Sostenere è a volte esasperante poiché stravolge completamente determinate dinamiche interiori.
La persona anziana è spesso egoista, pretende attenzioni, è oggettivamente malata. Tutto ciò alimenta un meccanismo ambivalente da cui si deve mantenere sempre un certo distacco per non esasperarsi ma che allo stesso tempo rende inevitabile la nascita di legami indissolubili tra chi assiste e viene assistito.

Il romanzo restituisce interamente l’umanità dei protagonisti, senza nessuno sconto.

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Alla prossima!

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