RECENSIONE: OLIVA DENARO DI VIOLA ARDONE

Art.544 Codice Penale
“Per i delitti prevenuti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.”
Questo prevedeva la legge italiana negli anni ’60.
Questa è una storia vera.
Ecco per voi una nuova recensione: Oliva Denaro di Viola Ardone.

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INFORMAZIONI EDITORIALI

Titolo: Oliva Denaro
Autore: Viola Ardone
Pagine: 298
Prezzo cartaceo: 218 euro (Einaudi editore)
Prezzo ebook: 10 euro circa

TRAMA

Italia, 1960.
Oliva Denaro ha 15 anni e vive a Martorana, un piccolo paesino della Sicilia.
Fin da quando è piccolina, questo è il principale insegnamento di sua madre: “La femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia”. 

Oliva è un’appassionata studiosa e ha tanti interessi; colleziona addirittura di nascosto fotografie di dive del cinema.
Il rapporto con i suoi genitori è opposto: compresa a pieno dal papà, è invece in eterno conflitto con la mamma.

Col passare dei mesi e degli anni diventa oggetto d’attrazione di un boss di Martorana che, accecato dall’attrazione, la fa rapire e le fa violenza.
La società oppressiva nei confronti delle donne costringe Oliva ad accettare l’abuso subito. La ragazza si oppone a tutto pagando perciò caro questo rifiuto.

Di questo tragico evento è accusata in primis la stessa Oliva: in paese tutti la considerano una svergognata seduttrice, che ha perso la sua verginità senza curarsene.

Il papà di Oliva, sempre al suo fianco, la sostiene fin quando ella decide di portare il suo carnefice davanti al giudice grazie all’intervento di un avvocato, evento straordinario per l’epoca.
Il matrimonio riparatore sarebbe la scelta più comoda, secondo la madre, ma la forza di Oliva e la fermezza del marito riescono a smuovere qualcosa anche dentro di lei che acconsente a sostenere la figlia.

Il boss viene però condannato al minimo della pena, come se Oliva avesse comunque assecondato il suo comportamento.
Oliva supera anche questo “schiaffo” e prosegue così gli studi, diventando maestra e prendendo una scelta molto importante grazie a cui dimostrerà a tutti di non doversi vergognare di nulla.

COSA NE PENSO

La storia di Oliva si rifà ad un episodio veramente accaduto che vide protagonista Franca Viola nel 1965 ad Alcamo, Sicilia.
All’epoca quindicenne, la ragazzina rifiutò di sposare il boss del suo paese che l’aveva sequestrata e violentata. Dopo il rapimento a fini sessuali sarebbe potuto intervenire infatti il matrimonio riparatore appianando le colpe ed estinguendo il reato.
Le norme che sostenevano quell’Italia socialmente retrograda furono abolite solo nel 1981.

Questo è un romanzo molto intenso, che insegna alle donne e alla società di qualsiasi epoca che queste ultime non sono proprietà di nessuno e che l’onore lo perde il colpevole, non chi subisce violenza.

Il libro analizza minuziosamente il rapporto di Oliva con gli altri personaggi.
Il suo papà, nonostante sia un semplice contadino, è dotato di un grande cuore e si reputa molto simile alla figlia; la sostiene sempre e non le fa mai mancare il suo affetto. Preferisce mettersi contro una società bigotta pur di difenderla.
Sua mamma ha una mentalità molto chiusa e sottomessa ai pregiudizi di quei tempi ma riesce a guardare oltre e incoraggia Oliva a prendere la decisione migliore.
L’amica Liliana, giovane militante per i diritti femminili, aiuta Olivia ad evadere da Martorana e, al termine del romanzo, le fa una grossa sorpresa.
La maestra Rosaria possiede l’arma della cultura e segnerà il destino di Oliva nel profondo.
Saro,  quasi come un fratello, accetta Oliva per quella che è.

I luoghi comuni di una società maschilista sono finalmente del tutto ignorati.

L’autrice scrive in maniera estremamente realistica: leggendo il romanzo mi è sembrato di essere risucchiata e inserita nelle varie scene come se potessi osservare tutto da vicino.

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Alla prossima!




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