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Visitare Siviglia: cultura, folklore e buona cucina

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Ho avuto l’occasione di visitare Siviglia lo scorso settembre e credo possa essere un’ottima meta per iniziare a conoscere la regione dell’Andalusia, comunità autonoma spagnola a sud del Paese.

E’ una città a misura d’uomo, molto vivibile, comoda da scoprire a piedi o con i mezzi pubblici.

Siviglia è la tipica meta da weekend: in pochi giorni potrete approfondire la sua storia, assistere a spettacoli folkloristici, divertirvi nei locali e gustare la famosa cucina spagnola a base di tapas.

Ho deciso di realizzare per voi un piccolo itinerario che spero vi potrà tornare utile se sceglierete Siviglia come vostra prossima meta!

Come raggiungere il centro città dall’aeroporto

L’aeroporto di Siviglia è molto piccolo.

Non appena uscirete vi troverete nei pressi di una piccola biglietteria in cui acquistare il titolo di viaggio per raggiungere facilmente il centro città con il pullman EA (Especial Aeropuerto) al prezzo di 4 euro.

Il tragitto è lungo circa una quarantina di minuti, le fermate sono molto comode.
Vi consiglio di scendere a Paseo Colón, quella più centrale se alloggiate in zona Casco Antiguo.

Dove dormire a Siviglia

Quando viaggio tendo sempre a preferire, come tipo di alloggio, appartamenti privati o B&B per essere completamente indipendente dagli orari della struttura (pasti, pulizie, etc).

Credo però che l’aspetto più importante sia la scelta del quartiere in cui si sosterà che deve essere il più adatto possibile alle proprie esigenze e ai piani architettati per visitare un luogo.

Cercherò di inquadrare qui sotto le migliori zone in cui potrete scegliere di dormire a Siviglia.

Casco Antiguo, il centro antico

Questa zona è sicuramente la più gettonata dai viaggiatori in quanto centralissima e molto comoda per raggiungere le principali attrazioni della città anche senza mezzi pubblici.

Barrio Santa Cruz

E’ a mio avviso il quartiere più affascinante e romantico di tutta Siviglia.
La mia scelta è ricaduta proprio su di lui e precisamente sul Jondo Apartment (cliccate qui per prenotare l’alloggio su Booking) della catena Numa (cliccate qui per visitare il sito web).
Ex ghetto ebraico, il Barrio Santa Cruz è caratterizzato da un gomitolo di intricati vicoletti silenziosi e curati.

El Centro

A nord della cattedrale, è un quartiere elegante e molto ben frequentato ma a mio avviso un po’ caotico.
In questa zona potrete individuare soprattutto hotel lussuosi.

El Arenal

A ovest della cattedrale, El Arenal costeggia il fiume Guadalquivir. E’ un quartiere molto comodo poiché non lontano dalle principali attrazioni della città.

I quartieri popolari e periferici

Barrio Macarena

E’ una zona molto vivace e movimentata, ricca di locali notturni e bar, scelta tendenzialmente dai giovani.
Qui gli alloggi sono molto più economici rispetto a quelli del centro storico ma il barrio è anche più scomodo da raggiungere (20 minuti a piedi o una decida di minuti in bus).

Triana

E’ il quartiere popolare più famoso della città, al di là del fiume Guadalquivir rispetto al centro storico, dove nacque il mito del flamenco.
Prendendo come riferimento la cattedrale in pieno centro, per raggiungerla dal vostro alloggio impiegherete circa 20-30 minuti a piedi. In alternativa potete prendere la metropolitana (fermata Plaza de Cuba) oppure l’autobus (scendete a Avenida Constitución).

Nervión

E’ il quartiere più nuovo e moderno della città un po’ distante dal centro.
Se avete l’automobile e scegliete di alloggiare qui avrete possibilità di trovare parcheggio.
La zona è ricca di negozi e locali in cui bere e consumare tapas.

Ora che avete un’idea di dove scegliere il vostro alloggio, cartina alla mano: si parte!

Di seguito vi proporrò l’itinerario strutturato su tre giorni che ho realizzato per me visitando la città per la prima volta, considerando anche le giornate e gli orari di apertura delle varie attrazioni.

Giorno 1: quartieri di Santa Cruz, Triana ed El Porvenir

Sveglia nei vicoli di Santa Cruz

Scegliete di alzarvi la mattina presto: le prime ore della giornata sono sempre le migliori per avere la prima impressione sulla città perché se ne assapora la vera essenza.

Usciti all’aria aperta, una bicicletta sfreccia per lo stretto vicolo quasi sfiorandovi.
Il cielo è azzurro sopra di voi.
Poco più avanti, il netturbino distribuisce con cura l’acqua per lavare la strada con l’idrante che sembra una proboscide di elefante.
Un gruppo di operai è intento a posizionare i sampietrini sul selciato della carreggiata appena messo a nuovo.

Visitare una città significa anche immergersi nel quotidiano e nelle abitudini di chi la abita.
Ogni volta che mi concentro su questo aspetto mi capita sempre di sentirmi quasi parte del luogo che sto scoprendo; spero possa succedere anche a voi!

Alzate lo sguardo ed ammirate le facciate dei palazzi sivigliani in stile andaluso intervallate da androni rivestiti di azulejos che vi permettono di ammirare i cortili interni pieni di piante tropicali.

Siviglia
Cortile interno

Due parole sul quartiere

Vi trovate ora nel Barrio de Santa Cruz, vecchio quartiere ebraico della città in epoca antica, a mio avviso il più pittoresco in assoluto. Credo che ci si debba recare proprio qui per scoprire la vera identità sivigliana.
Santa Cruz è articolato in un intreccio di strette stradine in cui sono ubicati molti alloggi turistici e residenze di lusso, oltre ai classici negozi di souvenir e bar.
Cercate di non circolare nelle strade più ampie ed affollate ma di inoltrarvi nelle traverse per scoprire graziosi angoli e piazzette nascoste. Plaza de Santa Cruz è un piccolo capolavoro che non potete perdervi.
Vi consiglio vivamente di trascorrere una serata il questo Barrio per poterlo vedere tutto illuminato.

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Santa Cruz, vicolo di sera
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Santa Cruz, vicolo

Nei pressi di Santa Cruz sorgono i principali monumenti cittadini, come la Cattedrale, il Real Alcázar ed altri che visiterete il secondo giorno di permanenza a Siviglia.

Rimettetevi in cammino lungo Calle Alemanes costeggiando per un tratto la magnifica Cattedrale di Santa Maria.

Sono le prime ore del giorno e tante botteghe aprono i battenti al vostro passaggio sotto gli aranci lungo il marciapiede; la gente per le strade è elegantissima!

Mantenete la destra e proseguite in Calle Adriano su cui si affaccia il retro di Plaza de Toros.
Onestamente ho deciso di non entrarci per scelta etica, ma visitatela se ve la sentite: è considerata una delle più belle arene per corride del mondo nonché la più antica della Spagna.

Visitare Siviglia
L’edificio che circonda Plaza de Toros

Verso Triana attraversando il ponte di Isabel II

Per poter raggiungere Siviglia, gli abitanti di Triana hanno dovuto attendere fino al 1171 quando fu costruita una passerella di legno.
Il precario Puente de Barcas fu mantenuto in piedi fino al 1852, anno in cui terminò la costruzione del Puente de Isabel II, progettato da architetti francesi. Esso fu il primo ponte sivigliano ad attraversare il Guadalquivir, cosa che farete anche voi percorrendolo a piedi per giungere al quartiere gitano.

Puente de Isabel II

Siviglia e Triana possono essere quasi considerate due città distinte.

Famoso per la sua forte identità storica e culturale, il quartiere di Triana è conosciuto addirittura come “repubblica indipendente“.

Il suo nome può essere facilmente riconducibile all’imperatore Traiano, nato in un insediamento romano a pochi chilometri da Siviglia che fu conquistata proprio da alcuni legionari imperiali.

Triana è la culla del flamenco, espressione musicale gitana per ricordare a questo popolo le proprie origini. Col tempo, il flamenco si è trasformato da ballo popolare a vera e propria arte diffusa in tutta la Spagna.

Si può quindi dire che Triana sia uno dei quartieri pilastri della cultura sivigliana.

Fiume Guadalquivir e Triana sulla destra

Attraversato il ponte di Isabel II, visitate sulla destra il famoso mercato di quartiere (aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 15).
Colori e odori vi investiranno non appena varcherete la soglia della porta scorrevole. I prezzi dei prodotti sono abbastanza alti ma vi consiglio di acquistare dell’ottimo jamon iberico (prosciutto) assieme ad un pezzo di queso (formaggio) saporito per fare un aperitivo casalingo in serata!

In un quartiere vivo come Triana il suo vero fascino si può cogliere passeggiando nelle viuzze caratteristiche perdendosi nell’atmosfera che pervade ogni angolo.

Una sosta che non può mancare è quella al Centro della Ceramica (chiuso il lunedì), dietro il mercato, che illustra le tecniche di produzione antiche e moderne delle famose ceramiche dipinte e degli azulejos. Approfittate anche di acquistare qualcosa nella grande bottega di fianco all’entrata del museo: ce n’è per tutte le tasche!

Centro della Ceramica, Triana

Tornate su Calle San Jacinto, via commerciale e un po’ caotica per poi inoltrarvi nelle traverse sulla sua sinistra.

Passate a dare uno sguardo alla Real Iglesia de Santa Ana che sprigiona allegria al solo osservarla.
Costruita per volere di Alfonso X nel 1266, è anche detta “cattedrale di Triana“.

Real Iglesia de Santa Ana, Triana

Prima di percorrere a ritroso il ponte Isabel II, passeggiate lungo Calle Betis sul lungofiume: è caratterizzata da meravigliose casette colorate e rimane una delle strade più emblematiche di Siviglia.

Triana

Il Paseo de Colón e la Torre dell’Oro

Si avvicina ormai l’ora di pranzo.
Vi consiglio di fare una sosta e gustarvi un piatto tipico andaluso oppure le classiche tapas ottime in qualsiasi locale.
In fondo all’articolo troverete tutti i nomi dei locali e ristoranti suddivisi per zona (consigliati da un sivigliano doc!) in cui vale la pena mangiare.

Sulla sponda del fiume le automobili sfrecciano sul Paseo de Colón che potrebbe essere considerato una sorta di lungomare, anche se il mare dista diversi chilometri da qui: meglio definirlo lungofiume!
L’atmosfera sul Paseo è sempre molto allegra e festaiola; la zona è ricca di bar e locali in cui divertirsi o gustare un cocktail.

Se passeggiate lungo il Paseo, non potete fare a meno di ammirare l’alta Torre dell’Oro, costruita nel 1221 dagli Almohadi.

Torre dell’Oro


E’ una torre a pianta dodecagonale e faceva parte, assieme ad altre strutture purtroppo non giunte fino ai giorni nostri, della linea architettoica difensiva del porto di Siviglia.

Nel 1248 la flotta castigliana riuscì a superare la barriera e così Ferdinando III conquistò la città.

La torre di avvistamento ospita al suo interno il Museo Naval de Sevilla (visitabile versando un’offerta di 3 euro) e dalla sua terrazza si può ammirare un panorama stupendo sul fiume Gualquivir.

L’incredibile Parco di Maria Luisa

Il Paseo de Colón continua nel Paseo de las Delicias. Passeggiate godendovi la bellezza del lungofiume.
Sul vostro cammino incontrerete altre due strutture molto importanti.

La Real Fabrica de Tabacos (visitabile tutto l’anno tranne nel mese di agosto), costruita nel ‘700, è la prima manifattura tabacchi europea. Dal 1956 ospita il rettorato di numerose facoltà dell’Università di Siviglia.

Il meraviglioso Palacio de San Telmo è invece un edificio barocco curato nei minimi particolari.
Costruito nel 1682, è dal 1991 sede della Giunta dell’Andalusia, ovvero l’istituzione attraverso cui si organizza l’autogoverno della comunità autonoma dell’omonima regione.
E’ visitabile in circa 90 minuti accompagnati da una guida (cliccate qui per prenotare la visita).

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Palazzo di San Telmo

Dirigetevi verso l’incrocio con l’Avenida de Maria Luisa che costeggia l’omonimo parco.
Preparatevi a stupirvi!

Il Parco di Maria Luisa (aperto dalle 9 alle 22) è estremamente amato da tutti i sivigliani.
Formato da ben 22 ettari di giardini, è considerato il polmone verde per eccellenza della città.

Costruito a metà dell’800 su richiesta del Duca di Montpellier, fu ceduto a fine secolo alla cittadinanza cadendo così in rovina.
In occasione dell’Esposizione Universale del 1929 fu completamente restaurato.
Ad oggi ospita decine di specie vegetali fra cui alte acacie, siepi, roseti, olmi e piante acquatiche nelle vasche delle fontane.

Se pensate sia troppo distante dal centro città, potete raggiungere il parco utilizzando la metropolitana o il tram scendendo alle omonime fermate “Prado di San Sebastian”.

Plaza de España

Credo si tratti del luogo di Siviglia che mi sia rimasto più nel cuore.

Si tratta di uno dei principali simboli della città ed è una vera e propria opera monumentale.
Plaza de España fu realizzata tra il 1914 e il 1929 dal famoso architetto Aníbal González con l’impiego di migliaia di operai e una quantità spropositata di materiali quali marmo, mattoni, calce e azulejos fabbricati direttamente dagli artigiani di Triana.

La piazza è a forma ellittica. Il palazzo principale ricco di porticati e colonne la abbraccia da un lato, mentre un canale di 525 metri la attraversa.

Non dimenticatevi di salire sul loggiato e scattare tante fotografie da lassù!

Non so spiegarvi l’emozione che ho provato quando mi sono trovata davanti a questo capolavoro.
Un trio di violinisti suonava canzoni tipiche, le barchette nel canale solcavano lente il pelo dell’acqua, i visitatori si affacciavano al porticato sopraelevato dell’edificio per godere della vista.

Sono rimasta a contemplare tutto dall’alto per non so quanti minuti e sarei rimasta lì per altrettante ore.

La salita al loggiato è gratuita, il giro in barca viene 6 euro per 35 minuti circa.

Plaza de América

Se vi siete spinti fino al Parco di Maria Luisa non potete non visitare anche Plaza de América, in prossimità del limite meridionale del parco.

Questo luogo è un altro omaggio di Aníbal González all’architettura.

E’ circondata da tre palazzi di diversi stili architettonici, costruiti anch’essi in occasione dell’Esposizione Universale del 1929: il Museo Archeologico, il Museo delle Arti e dei Costumi Popolari e il Padiglione Reale.
Non nego di essere rimasta affascinata anche da questo luogo quasi magico: c’eravamo solo noi e nessun altro visitatore, il cinguettio degli uccellini e il rumore del traffico lontano ovattato dal verde.

Plaza de América

Prendetevi tempo per apprezzare la tranquillità del Parco di Maria Luisa prima di affrontare tutto il percorso a ritroso verso il centro antico o Casco Antiguo.

Giorno 2: il Casco Antiguo e l’Alfalfa

Dedicate il secondo giorno alla visita del centro storico che rimarrà nel vostro cuore!

Il Casco Antiguo di Siviglia si sviluppa su quasi 4 milioni di metri quadrati, tanto da essere considerato il centro storico più grande d’Europa dopo Roma, Napoli, Venezia, Firenze e Genova.
E’ famoso in tutto il mondo per custodire ben tre gioielli Patrimonio Unesco e la terza chiesa più grande al mondo.

Da ciò potete capire quanto ci sia da visitare. Cosa aspettate? Giù dal letto: si comincia!

Real Alcázar

Percorrete Calle Mateos Gago dove tanti turisti stanno facendo colazione ai tavolini dei locali.
Gli schiamazzi dei bambini nel cortile del Colegio Público San Isidoro che costeggiate vi faranno assaporare la quotidianità sivigliana.

La cattedrale di Santa Maria inizia a delinearsi in tutta la sua magnificenza in fondo alla strada, scattate qualche foto e rimettetevi in cammino mantenendola sulla vostra destra.

Attraversate così Plaza del Triumfo, circondata da splendidi edifici storici.

Vi trovate ora davanti alla Puerta del León, ingresso principale del Real Alcazar che aprirà alle 9.30 (cliccate qui per prenotare in anticipo la vostra visita).
Vi consiglio di prenotare il biglietto meno costoso poiché all’ingresso incontrerete diverse guide autorizzate che vi proporranno una visita guidata di gruppo (durerà circa un’ora) molto meno costosa rispetto a quella acquistabile sul web.
Il biglietto d’ingresso al Palazzo Reale comprende anche quello al Centro della Ceramica di Triana.

Ecco che si apre la Puerta del León e potete godere della meraviglia.

Il Real Alcázar, Patrimonio Unesco dal 1987, è la sede del potere cittadino da più di mille anni.
Il palazzo reale sorge sui resti di un’acropoli romana e di una basilica paleocristiana.
Nel XII secolo divenne il vero e proprio palazzo-fortezza degli Almohadi ed è giunto ai giorni nostri come uno dei migliori esempi di architettura mudéjar.

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Ad oggi è residenza della famiglia reale spagnola quando viene in visita in città.

All’interno dell’edificio ammirerete diversi stili: arte islamica, gotica, rinascimentale, manierista e addiritura barocca!

I giardini del Real Alcázar

Se gli interni del palazzo vi hanno colpito, aspettate di visitare i suoi spazi esterni!
Per gli appassionati di botanica come me, sono un vero colpo al cuore!

I giardini dell’Alcázar sono estremamente caratteristici in quanto mostrano con chiarezza il passaggio fra le differenti epoche storiche.

Durante la dominazione islamica, questo vero e proprio paradiso terrestre possedeva ricchi e rigogliosi frutteti e orti. I prodotti raccolti fornivano cibo agli abitanti del palazzo.

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Un abitante dei giardini

Nel XIII secolo, durante la Reconquista spagnola, il palazzo e i giardini furono restaurati con l’aggiunta di elementi gotici e romanici.

Nel ‘600, durante il regno di Filippo III, il progettista italiano Vermondo Resta rese popolare lo stile manierista.

Oltre a ben 170 tipi di piante, i 60.000 metri quadrati di verde ospitano laghetti, sculture, grotte, canali, fontane e un enorme labirinto a libero accesso: attenzione a non perdervi!

La vostra permanenza all’interno del Real Alcázar sarà di circa due ore.
Potrete trovare servizi igienici e un punto di ristoro in cui fare una sosta.

Cattedrale di Santa Maria

Se devo essere pienamente sincera, la cattedrale mi ha più colpita per le sue dimensioni che per lo stile.
Se penso ad un edificio religioso gotico il Duomo di Milano è sicuramente in cima alla lista.
In ogni caso penso valga la pena visitarla (cliccate qui per prenotare online il biglietto d’ingresso).

NB: Esibendo il biglietto d’ingresso alla cattedrale presso la Iglesia del Salvador, potrete visitare quest’ultima gratuitamente.

Uscite dal Palazzo Reale e dirigetevi verso l’ingresso della cattedrale che accoglie visitatori forniti di biglietto acquistato online (di fianco alla torre della Giralda).

“La montagna vuota”. Così la descrisse il poeta francese Théophile Gautier.
In effetti la cattedrale di Siviglia è la terza chiesa più grande al mondo, dopo la Basilica di San Pietro a Roma e la St. Paul’s Cathedral di Londra.

Cattedrale di Santa Maria

La cattedrale, anch’essa Patrimonio Unesco dal 1987, fu costruita a partire dal 1401 sui resti di una moschea e vide il suo completo splendore solo quando fu ultimata, ovvero circa cento anni dopo.
Sebbene sia prevalentemente gotica, la cattedrale presenta una commistione di diversi stili (almohade, neogotico, mudéjar, rinascimentale, barocco e neoclassico).

Non vi resta che constatare voi stessi la grandezza di questa struttura visitando il suo interno e dando uno sguardo anche al monumento che ospita le presunte spoglie del famoso navigatore Cristoforo Colombo!

Uscirete poi dall’edificio attraversando il Cortile degli Aranci (o Patio de los Naranjos), molto suggestivo soprattutto se visiterete il luogo nel periodo della fioritura di questi alberi.

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La cattedrale sovrasta gli aranci

La Torre della Giralda

Annessa alla cattedrale, la splendida Torre della Giralda si innalza verso il cielo per ben 101 metri d’altezza, superando la Torre di Pisa e il Big Ben di Londra!

Costruita in epoca musulmana, prende il nome dal Giraldillo, statua che funge da banderuola in cima alla torre campanaria.

Cattedrale e Torre della Giralda

La sua sommità è raggiungibile salendo 35 rampe di scale; da qui potrete godere di una vista splendida su tutto il centro cittadino.

Per acquistare il biglietto per visitarla, combinato anche con altri accessi (Palazzo Reale, cattedrale ect), cliccate qui o visitate il sito web getyourguide.it.

Archivio Generale delle Indie

Prima della pausa pranzo vi consiglio di chiudere la mattinata di visite con il terzo gioiello Unesco (dal 1987) della città che si trova nelle vicinanze della Puerta del León.

L’Archivio Generale delle Indie custodisce uno dei cinque archivi di Stato centrali spagnoli, in particolare tutti i documenti e le mappe relativi all’Impero spagnolo nelle Americhe e nelle Filippine.

Sono rimasta particolarmente affascinata dalla lunghezza dei corridoi dell’edificio, silenziosi e quasi privi di visitatori.

L’ingresso è gratuito; l’Archivio è chiuso il lunedì.

Credo abbiate meritato la pausa pranzo! Scorrete in fondo all’articolo per scegliere un locale in cui mangiare!

Chiesa del Salvador

Dopo la pausa pranzo, camminate lentamente a nord di Santa Cruz fino ad arrivare nel quartiere Alfalfa, in Plaza del Salvador, uno dei centri nevralgici di Siviglia che ha visto, nel corso dei secoli, il sorgere di ville romane, una moschea, un grande mercato, un cimitero e addirittura un ospedale.

L’omonima chiesa che si affaccia sulla piazza merita una visita all’interno: è un tripudio di arte barocca.
Le sue grandi dimensioni e la luce che emana rendono l’edificio religioso uno dei più particolari di tutta Siviglia.

Il biglietto per visitarla è incluso in quello della cattedrale di Santa Maria e della Torre della Giralda.

Casa de Pilatos: uno dei più ricchi palazzi di Siviglia

Il pomeriggio è ormai inoltrato.

Prima della chiusura (ore 18) vi consiglio di visitare la Casa de Pilatos. Scoprirete così lo splendore di un palazzo privato del ‘400 in cui si fondono stile moresco, gotico e arte rinascimentale italiana.

Essa è monumento nazionale dal 1931.

L’abitazione porta il nome di Ponzio Pilato in quanto dal 1520 divenne una delle stazioni della Via Crucis in città.

Il suo patio e i suoi saloni interni sono stati utilizzati come set di molti film, tra cui Lawrence d’Arabia (1962) e diversi altri lavori del regista Ridley Scott.

Non mi resta che mostrarvi alcune fotografie per farvi rimanere senza parole. Ovviamente ho lasciato il cuore nei suoi giardini!

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Casa de Pilatos, esterno

Chiesa di Santa Maria la Blanca

Questa è una chicca che non potete perdervi!

Dalla Casa de Pilatos, camminate verso sud fino a Calle Santa Maria la Blanca.

Vi troverete davanti ad una piccola chiesa dalla facciata di dimensioni molto ridotte, quasi un tutt’uno con gli altri edifici che la affiancano.

La sobrietà esterna di Santa Maria la Blanca è in netto contrasto con la ricchezza degli interni, dove sono presenti incredibili stucchi con motivi geometrici, vegetali, rosoni, angeli e addirittura una riproduzione della Giralda.

Un soffitto mozzafiato

La chiesa è molto piccola in dimensioni ma è l’unico tempio della città di Siviglia che conserva i resti di tre religioni.
Inizialmente antica moschea, nel 1252 passò alla funzione di sinagoga e fu poi consacrata a tempio cristiano nel 1391.

E’ incredibile come una piccola chiesetta racchiuda in sé così tanta storia, arte e cultura.

L’ingresso è gratuito. La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 20.

Uno spettacolo di flamenco

Per chiudere al meglio il secondo giorno di visita della città, siate spettatori di un’esibizione di flamenco in serata: vi assicuro che sarà l’esperienza più esilarante che potrete vivere a Siviglia!

Io ho assistito ad uno spettacolo presso la Casa de la Memoria (cliccate qui oppure qui per prenotare il biglietto), a nord del Barrio Santa Cruz (se alloggiate qui il posto è raggiungibile tranquillamente a piedi).

Sarete accolti in una saletta dalla capienza di circa un centinaio di persone: il resto dello spazio è occupato da un palco che viene letteralmente abbracciato dalle sedute degli spettatori.

Durante l’esibizione che dura circa un’ora, è vietato fare foto o riprese video. Per poter immortalare qualche ricordo dovrete aspettare il consenso dei ballerini a fine spettacolo.

Il tempo volerà e sarete letteralmente coinvolti da urla, balli e canti di chi si esibisce da rimanere senza fiato!

Giorno 3: il Barrio Macarena

Quando sentite il termine “Macarena” a cosa pensate? Scommetto vi vengano in mente le note e le parole del famoso ballo di gruppo degli anni ’90.

Pochi sanno che in Andalusia questa parola si riferisce alla Vergine della Macarena, uno dei principali simboli religiosi di Siviglia, anima e corpo della grande festa della Settimana Santa durante la quale la confraternita della Macarena effettua il cammino di penitenza nella notte fra il Giovedì e il Venerdì Santo.

Per raggiungere il Barrio Macarena dal centro, verso nord, vi consiglio una bella passeggiata a piedi.
Se non volete faticare troppo, gli autobus C5,13 E 14 sono i più comodi per raggiungere rapidamente le principali attrazioni del quartiere.

Passando sotto il Metropol Parasol

Dirigendovi verso il Barrio Macarena, vi capiterà di rimanere letteralmente sovrastati da questa grandiosa struttura in legno e cemento progettata da Jürgen Mayer: essa ha richiesto diversi anni di lavori ed una spesa altissima.

Si tratta di una vera e propria pergola parasole soprannominata anche Las Setas (I funghi) per la sua iconica forma. Il complesso comprende resti romani e numerose ville piene di mosaici.

Col tempo il Metropol Parasol è diventato simbolo della città e nessuno disdegna di scattarci qualche foto.

La struttura mi piace un sacco, con la sua linea fine e sinuosa.

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Metropol Parasol

Il complesso ospita anche il Mercado de la Encarnación e un belvedere con bar (l’accesso costa 5 euro) da cui godere di una vista spettacolare sulla città verso il tramonto sorseggiando un cocktail.

Mercado de Feria

Aperto dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 15, è uno degli angoli più pittoreschi della città. Sceglietelo come primo luogo da visitare del Barrio Macarena, la mattina presto.
Sono costantemente venduti prodotti freschi e l’atmosfera che si respira è molto particolare.
Immergetevi nella quotidianità della gente di quartiere che fa la spesa, fra alimenti sotto sale, conserve, vini e pesce a non finire!

La Basilica e l’Arco della Macarena

Il Barrio Macarena prende appunto il nome dalla famosa chiesa in esso ubicata, meta di moltissimi pellegrinaggi da tutta la Spagna. Al suo interno, interamente barocco, si può ammirare la scultura della Vergine venerata ogni giorno da molti fedeli.

A fianco della basilica potete passare sotto l’omonimo Arco, punto da cui inizia la processione della Settimana Santa. Questa struttura fa parte della vecchia cinta muraria e si distingue per la sua struttura e colorazione sgargiante che richiama quella della chiesa.

Alle vostre spalle, dall’altro lato della strada, si trova il Parlamento dell’Andalusia.
Date uno sguardo al di là della cancellata, io l’ho visto per puro caso!

Parlamento dell’Andalusia

Alameda de Hércules

Prima di fare ritorno in centro, il mio consiglio è quello di sostare in uno dei numerosi dehors di questo viale, rinomato in tutta Siviglia per possedere la più elevata concentrazione di bar e ristoranti.

Girovagare in Alfalfa

Concludete il vostro itinerario passando il tardo pomeriggio e la serata in Alfalfa, la zona più vitale di Siviglia.

Se non avete ancora fatto shopping questo è il quartiere ideale per fare un giro per botteghe molto chic e consumare una cena con la C maiuscola.

La serata si potrà concludere in una delle tante discoteche della zona o seduti su una panchina per le vie del quartiere, contemplando il passaggio di persone così diverse ma allo stesso tempo così familiari.

Perché viaggiare ci pone tutti sotto lo stesso tetto e ci fa vivere le stesse emozioni.

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Dove mangiare a Siviglia

I locali di seguito citati sono suddivisi per zone e suggeriti sia dal mio palato che da quello di un sivigliano doc: non potete prendere fregature!

Casco Antiguo

  • Enrique Becerra, C. Muro de los Navarros, 29; per pesce e carne
  • Bajo Guia, C. Adriano, 5; per pesce e tapas (sito web)
  • La Azotea ristorante, C. Conde de Barajas, 13; tipico spagnolo (sito web)
  • La Azotea tapas, C. Mateso Gago, 8; tipico spagnolo (sito web)
  • Casa Robles, C. Alvarez Quintero, 58; ristorante o tapas (sito web)
  • Perro Viejo, C. Arguijo, 3; ristorante o tapas
  • Bodeguita A. Romero; ce ne sono vari in tutto il Casco Antiguo; per panini, tapas e menù alla carta (sito web)

Alfalfa

  • Barbiana, C. Albareda, 11; tapas all’esterno, ristorante all’interno; ottimo pesce
  • Zelai, C. Albareda, 22; tipico spagnolo (sito web)
  • Plaza del Salvador; tutti i bar e i dehors valgono una sosta; per tapas

Triana

  • Meson Casa Luciano, C. Paraiso, 3; ottima carne
  • Puratasca, C. Numancia, 5; ristorante, menù tipico rivisitato, consigliata la prenotazione

Macarena

  • Casa Manolo Leon; ce ne sono tre nel Casco Antiguo e verso la Macarena; tipica cucina andalusa
  • El Rinconcillo, C. Gerona, 40; tapas e cucina tipica spagnola (sito web); consigliata la prenotazione
  • Eslava, C. Eslava, 3; cucina tipica spagnola (sito web)

Se rimanete più di tre giorni…

La mia permanenza a Siviglia è stata di soli tre giorni e vi assicuro che l’itinerario proposto li impiega tutti.

Se pensate di trascorrere in città qualche altro giorno vi consiglio di visitare la vicina Cordova.

Se desiderare rimanere a Siviglia potete approfondire la sua conoscenza esplorando il moderno quartiere di Nervión a est oppure la zona a nord ovest del fiume Guadalquivir che ospita il bellissimo monastero della Cartuja, vari padiglioni realizzati in occasione dell’Expo del 1992 e il Jardin Americano in cui ammirerete molte specie di alberi e piante del Nuovo Mondo.

Non perdetevi il Palacio de las Dueñas, maestosa costruzione ricca di opere appartenenti alla Casa d’Alba e costruita per volere della famiglia Pineda, ubicato nei pressi della Casa de Pilatos.

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Siesta

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Alla prossima!

Conoscete Guimaraes, splendido borgo portoghese? Scopritelo leggendo il mio articolo cliccando sul pulsante qui sotto!

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Laura Bovi
Ho deciso di battezzare il mio piccolo mondo digitale con una combo dei soprannomi 
più simpatici attribuiti alla sottoscritta: uno richiama il nome, l’altro il cognome.
Ecco
chi sono: Laubibs. 
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